EDIZIONE 2018 – BUONA LA PRIMA!

La prima edizione dell’Alto&Piano Rally ha visto la bellezza di 150 moto partenti, sole e tanta bella gente.

Qui sotto il racconto scritto dal nostro Alves!



Alto & PianoRally 2018

Alves FraschettiOct 19, 2018

Titolo sibillino, che sottintende e riassume quello che è stata la giornata del 30 settembre. Altipiano chiaramente sta per l’Altopiano dei Sette Comuni, meravigliosa zona montana ai confini del Veneto. Enduro, quindi si parla in moto che vanno su percorsi a fondo naturale. Alto & Piano, con la & commerciale, definiscono i due percorsi in cui era divisa questa manifestazione; quello “Piano” nella parte bassa dell’acrocoro, quello “Alto” nella parte più elevata.

Sono 6 anni che le moto da enduro mancano dall’altopiano dei Sette Comuni in forma ufficiale, dal tempo dello svolgimento dell’ultima Motocavalcata dei Forti nel 2012, ad opera del benemerito moto club Spinea, nella fattispecie la sua sezione fuoristrada, capitanata da Mario martello, col fondamentale il supporto del del gruppo web degli Endurostradali. Una esaltante epopea durata 4 anni, dal 2009 al 2012, che mi ha visto al via in tutte e quattro le edizioni, la prima come partecipante, le successive tre come marshall sul percorso. Fu un’escalation di emozioni rapidissima: da una prima edizione fatta solo di stradine bianche si arrivò a fettucciati per le moto racing allestiti già dal sabato, corsi e convegni sulla sicurezza ed educazione stradale, temi cari al MC Spinea. Queste le mie “Forti”:

Nonostante non si sia mai riusciti a passare da uno dei forti che dettero il nome alla manifestazione, nondimeno ammirevole fu l’impegno degli organizzatori nell’ottenere permessi per zone solitamente off limits, quali la Val di Nos, lo Zingarella, lo Zebio, il Col del Rosso, ecc.., non solo su strade bianche, ma anche su mulattiere e sentieri adatti a moto racing. I risultati premiarono cotanto sforzo: nell’arco di 2 anni, la partecipazione alla cavalcata si assestava sulle 400 moto, fra partecipanti e Marshall!! Come rapidamente crebbe, altrettanto rapidamente finì; già dopo la terza edizione lo stesso Martello si defilava dalla organizzazione. Quella di Enego del 2012, la quarta, fu l’ultima Cavalcata dei Forti. Danni lungo il percorso, animali scappati, richiesta di risarcimento danni, esaurirono le forze e la pazienza degli organizzatori, e sulla Forti calò il sipario.

ARRIVANO I MOTOLENTI

Quand’ecco che, nell’estate 2018, iniziano ad apparire sui social inviti alla partecipazione ad un nuovo evento per moto Enduro nei 7 Comuni, la Alto & Piano Rally. La presentazione sul web descrive alla perfezione in cosa consiste l’evento; leggiamola:

Alto&Piano Rally vuole proporsi come una manifestazione di mototurismo-avventura itinerante sulla splendida cornice dell’altopiano dei sette comuni, attraverso un percorso misto di strade a fondo naturale e strade asfaltate caratteristiche, atto a far conoscere gli incantevoli luoghi dell’altopiano di asiago.

La peculiarità principale è quella della navigazione, mediante roadbook o traccia gps, che permetterà ai partecipanti di mettersi alla prova e di percorrere il percorso in completa autonomia e con i propri tempi.

Percorso che prevede una peculiare forma ad “otto”, composto da un anello nord ed un anello sud per un totale di circa 150km di cui buona parte a fondo naturale.

La partenza, l’arrivo e il punto ristoro sono situati al centro dei due anelli, in modo da poter permettere ai partecipanti la massima libertà di esecuzione: es. fermarsi per la pausa pranzo dopo aver percorso il primo anello o dopo averli percorsi entrambi; percorrere solo un anello, ecc.

Le moto ideali per partecipare sono moto tipo “dual-sport”

Ma chi sta dietro alla sigla Alto & Piano? Sono i Moto Lenti, una web community poco appariscente ( soprattutto WhatsApp community in realtà) che si diletta ad organizzare giri turistici in Veneto e regioni limitrofe, vedi ad esempio la O.U.T.: O.U.T. 2018 by MOTOLENTI

Motolenti.

Front Man dei Moto Lenti sono Emanuele, moto esploratore che conosco fin dai tempi degli endurostradali, amante delle piccole motoalpinismo riconvertite All’uso Dual Sport ed esplorativo, ed Isacco, giovine endurista di belle speranze, che che rapidamente sta scalando la fama dell’enduro mondiale:già uomo immagine della Trento Trieste 2017, recentemente è stato uomo di punta del Rookie Team BMW creato da Moto.it, partecipando completamente sponsorizzato della casa motociclistica bavarese alle Hat Series.

Ma qual è il segreto del successo per cui un minuscolo gruppetto di persone senza mezzi finanziari è riuscita a mettere insieme questo evento? Una parola sola : semplicità. Semplicità nella scelta delle strade: sfruttando esclusivamente la rete di sterrate regolarmente aperte al transito si evita di chiedere permessi specifici, limitandosi a una semplice comunicazione al comune attraversato, potendo così evitare fideiussioni, depositi cauzionali per danni, eccetera, eccetera. Semplicità nella gestione del percorso: tracce GPS a tutti, e il partecipante si arrangia a trovare la via giusta; ricordo ancora la fatica, le ore perse, a frecciare e picchettare decine di chilometri di sterrate alla Cavalcata dei Forti. Piacevole novità, almeno dalle nostre parti, la possibilità per i più agonisti di cimentarsi sul percorso non col GPS ma con il classico rotolo cartaceo, il roadbook, come nelle gare di moto rally. Semplicità anche nell’organizzazione logistica: un grande piazzale sterrato bordo strada, come base delle operazioni, alla periferia del paese, non si nega a nessuno; Certamente era figo, alla Cavalcata dei Forti, partire sotto l’Ossario di Asiago, oppure dal Laghetto Spillek o dal centro di Enego, ma vuoi mettere la difficoltà di gestire centinaia di moto in un centro abitato, rispetto ad essere fuori dalle scatole in periferia? A mettere un cappello di legalità alla manifestazione ( i Moto Lenti non sono una associazione autocostituitasi in alcuna forma giuridica riconosciuta) ci pensa il Motoclub Arditi del Piave, che mette a disposizione qualcuno dei suoi, tra cui la vecchia conoscenza del Walter, uno dei creatori della Harditaroad.

Veniamo dunque al giro. Il 30 settembre, di prima mattina, risalgo le arcinote ed usuali pendici dell’altipiano per raggiungere gli amici a Gallio. Fervono i preparativi All’ombra del monte Sisemol; si monta l’arco di partenza con l’insegna Alto & Piano, Si posizionano le transenne per dirigere il flusso delle moto, si montano i gazebi per l’iscrizione e per gli sponsor, tra cui lo scooter elettrico della Askoll portato dall’amico Paolo Trabuio.

Preparativi in corso.

Ci sono già alcuni partecipanti, ma il grosso deve ancora arrivare. La Alto & Piano è un successo ancora prima di partire: il tetto di iscritti era stato posto a 100 moto, ad una decina di giorni dell’evento gli scritti erano già 50; buon numero, che con l’avvicinarsi dell’ultima domenica di settembre è letteralmente lievitato, forse complice anche lo splendido tempo, più da fine estate che da inizio autunno, di questo settembre 2018; ben 150 alla fine i piloti che si sono presentati alla partenza, una cinquantina decisi a navigare col roadbook, La maggior parte dei restanti col GPS, uno sparuto drappello, sprovvisto sia dell’uno sia dell’altro strumento, accodati a Lele nel ruolo di Capo guida. Fra tutta questa gente, soprattutto tra quelli che usano roadbook, spiccano quelli veri, manette vere che fanno gare titolate, come Niccolò “Pietrikson” Pietribiasi, con la sua stilosissima Husaberg. Questi piloti prendono queste manifestazioni non agonistiche come allenamenti in vista delle vere gare. Poi ci sono tutti gli altri, l’eterogeneo mondo degli appassionati di dual sport: quelli con le moto anni 80, quelli con le moto del XXI secolo, quelle con le repliche Paris Dakar, quelli con le Special leccatissime e quelli con le Special più casarecce e fai da te. Del grande gruppo degli amatori, fra amici diretti, conoscenza di persona, amici di amici, contatti sui social, posso dire di conoscerne i tre quarti; è il popolo che da 12 anni in qua, ossia da quando anch’io ho una bicilindrica da fuoristrada, ritrovo regolarmente gli eventi ufficiali e ufficiosi in lungo e largo per il Nord Est.

Pienone!

Alle 9:30 tutto è pronto e si apre il banchetto per il perfezionamento delle iscrizioni, già date online, e consegna del pacco manifestazione. si forma una lunga coda, ma comunque i partecipanti, appena sbrigate le formalità, possono partire immediatamente, in piena libertà. Sono lontani i tempi gloriosi della Cavalcata delle Valli orobiche et similia, quando mille moto da enduro partivano assieme nel Greto del torrente Valeggia in Valcamonica, con un rombo che faceva tremare la terra, in un diluvio di sassi sparati, immerse in una nuvola tossica di gas euro sotto zero! Nel 2018 Abbiamo tutti una coscienza eco sostenibile e a ridotto impatto ambientale (più o meno), ma come vedremo fra poco non per tutti è sufficiente!

Si va! (foto Alto & Piano).

Apre i giochi monsieur Acò, pure lui reduce della Harditaroad; a seguire gli altri. Noi Marshall (non siamo poi tanti, c’è Walter che fa da scopa e poi siamo tre gruppetti da due persone) partiamo sparpagliati in mezzo alla massa dei partecipanti.

Mio compagno di avventura un motociclista dal nome importante, Agostini, come il più grande campione di motociclismo della storia; di nome fa Michele e non Giacomo, guida la fiammante Husqvarna 701: una bella sfida per il mio vecchio Ducatone.

Ago e Lele; la vecchia zia col foulard sono io(foto Michele) .

Partiamo all’incirca a metà gruppo, in direzione primo anello, quello Piano, nella parte centro sud dell’altopiano. I primissimi metri sono anche fra i più difficili dell’intero giro, perché si percorrono delle carrarecce un po’ erbose, un po’ sassose, un po’ terrose, rinserrate da filo spinato arrugginito e malamente teso oppure, dove si sono salvate, dalle antiche lastre di marmo. Ci insinuiamo nelle vallette formate dai dolci declivi prativi che circondano il capoluogo dei Sette Comuni, tutti ad andatura moderata e rispettosa, anche perché il tracciato, affollato di camminatori e di contadini al lavoro, di sicuro non permetterebbe andature maggiori. Su un poggio al limitare del bosco è assiso Paolo, armato di macchina fotografica, pronto a immortalare le nostre gesta su una leggera salita in uscita da una semicurva. Tutti si impegnano al proprio meglio per fare bella figura, un veloce saluto al fotografo e si prosegue dentro il bosco, sempre su strada sterrata.

Squadre Marshall al set fotografico: Roberto ed Enrico; Alves ed Ago(foto Alto & Piano) .
Pesi massimi e Pilotoni (foto Alto & Piano).

Qui accade l’unico episodio increscioso ( non per colpa dell’organizzazione o dei partecipanti) della giornata; un camminatore in evidente stato di alterazione, ferma tutte le moto, questiona con i piloti, scatta foto delle targhe! Ago ed io ci fermiamo e ci qualifichiamo come membri dell’organizzazione, chiedendogli spiegazioni. A suo dire non possiamo transitare dove siamo ora, al chè ribatto che trattasi di una manifestazione ufficiale con tutti i permessi in regola. No! Non è vero, mi apostrofa il talebano dell’ambiente; lui è parente del sindaco di Asiago e gli ha già telefonato due volte, ed il primo cittadino non sa nulla di quanto sta accadendo, e lui ora avverte vigili urbani, carabinieri, Guardie forestali, e li fa venire qui per bloccare tutto, perché non è possibile fare queste cose! Con educazione e diplomazia, ribadiamo che i responsabili della organizzazione ci hanno assicurato che ci sono i permessi, se vuole lo mettiamo in contatto telefonicamente con loro per verificare la cosa, e comunque, a quanto sappiamo noi, questa è una strada sterrata aperta alla circolazione dei mezzi a motore, quindi a prescindere dai permessi noi in teoria potremmo passare in ogni caso con le nostre moto. Ci contesta inoltre il passaggio di alcuni partecipanti con moto prive di targa, a velocità eccessiva, impennando; Mi scuso a nome dell’organizzazione di questi maleducati, ribadendo che la Alto & Piano è un giro turistico per moto enduro, che vuole svolgersi nella piena legalità e rispetto dell’ambiente che attraversa. Il talebano prende atto della nostra educazione, disponibilità al dialogo e buone intenzioni, ma non recede di un millimetro dalle sue idee: permessi o non permessi, divieti o non divieti, velocità o non velocità, Enduro, turismo, per lui le moto in montagna, nel bosco, non ci devono stare! “Anche se fosse un raduno di Ape Car sarei contrario! Finché ci sarà questa amministrazione che mi ascolta, io mi opporrò sempre contro queste manifestazioni!” È la sua perla finale. Così si chiude questo penoso intermezzo. Il talebano è stato di parola, ed effettivamente le forze dell’ordine si sono recate a Gallio a controllare; ovviamente non hanno trovato nulla da eccepire sulla regolarità manifestazione, e se ne sono andate: come sarebbe stato bello se fossero ritornate dal talebano ad incriminarlo per procurato allarme o qualcosa di simile!

Troppo bello vedere una Tuareg Wind in azione! Chapeau!
Ci vuole mestiere a condurre simili mezzi sullo sterrato.

Ora la cavalcata entra nel vivo, immergendosi nelle fitte abetaie di questa parte di Altipiano; Si transita sulle antiche strade, lasciate in eredità dalla prima guerra mondiale; sono larghe e dalla pendenza moderata, ma il fondo di dura pietra, spesso scavato dalle acque piovane, con i suoi scalini, puntoni e scaglie mette a dura prova la tenuta di strada e la vita delle camere d’aria. Viaggiamo spediti tra i monti Kaberlaba, Magnaboschi, Zovetto; su quest’ultimo, nei pressi di un tornante, sostiamo un po’ per scattare foto ai partecipanti. Si va avanti, sulla panoramica Strada delle Malghe che collega bocchetta Paù a Monte Corno. Molti sono i gruppi che si fermano su questo balcone naturale a scattare foto tra cielo e terra; ci fermiamo anche noi, per raccontare a chi ci sta attorno l’accaduto con il talebano; i “vaffa” si sprecano, ma il fatto significativo di questo momento è che mi ritrovo con i miei compagni di merende, il Faga e Gian: da ora in avanti, con questi due, può succedere qualsiasi cosa! povero Ago,non ha idea con chi ha a che fare!

Sosta panoramica(foto Michele) .

Ancora sterrati tra Monte corno, Turcio e Campo Rossignolo, e anche se siamo a due passi della conclusione del primo anello, non resistiamo alla tentazione di entrare all’Osteria alla Fontanella e fare un giro di panini alla soppressa e spuma. Il nostro peccato di ingordigia ha però anche un risvolto positivo: intercettiamo un partecipante che ha perso il suo gruppo di amici e ci chiede di aggregarsi a noi per arrivare a Gallio. È un sommo piacere, perché il pilota in questione cavalca niente popò di meno che una gloriosa Gilera 125 R1, il modello di punta della casa di Arcore negli anni a cavallo tra l’87 e l’88. Moto che conosco molto bene, in quanto era posseduta dal mio compagno di girate ai tempi del liceo e dell’università, quando calcavo le sterrate con il Cagiva Tamanaco 125. Avventure mitiche, culminate nella spedizione slovena del 1995; ho un ottimo ricordo del Gilera, tante volte l’ho guidata: ciclistica e sospensioni leggermente migliori in fuoristrada rispetto al mio Cagiva, che però aveva qualcosina in più come motore; anche le finiture complessive erano a favore della R1.

Tutte le osterire sono nostre; in primo piano la mitica R1(foto Michele) .
Magnifica foto della Gilera 125 in azione(foto Alto & Piano) .

Con questa sosta finiamo in fondo al gruppo e quando arriviamo a Gallio Isacco ci informa che tanti sono già partiti per fare il secondo anello nella parte alta dell’altipiano. Sono circa le 13:30, sarebbe da partire e fare a spron battuto i restanti 70 km, per agganciare il pasto verso le 15:00. Ma la fame chiama, in più il mio Ducati ha problemi di erogazione, vorrei dare un’occhiata al motore, insomma finisce che ci fermiamo al ristorante. Pessima scelta: probabilmente la trattoria non si aspettava un simile afflusso e non aveva i mezzi per gestirlo, fatto sta che rimaniamo oltre un’ora e mezza con le gambe sotto il tavolo, ma la bocca asciutta. Questa cosa è stata l’unica pecca della Alto & Piano, anche se non è stata una responsabilità diretta dell’organizzazione.

Ci rimettiamo in cammino giusto quando Walter la scopa arriva, dopo aver concluso il primo anello. Siamo sempre in quattro, ma dura poco; in centro a Gallio in tre passiamo, sbagliando, per la strada principale mentre Gian segue la via giusta e ci sorpassa. Ci rincorriamo in questo modo per tutta la Val dei Ronchi, solo a Foza ci riuniremo, per perderci subito dopo di nuovo, divisi in due gruppi stavolta, io ed Ago da una parte e gli altri due dell’altra. È bella questa parte dell’altopiano, poco nota e poco frequentata; le foreste di latifoglie delle quote più basse contendono i pascoli, oramai non sfruttati, alle abetaie che scendono dalle quote più alte; La calda luce del tramonto incupisce il verde degli abeti ed accende tutte le sfumature di giallo e arancio delle foglie caduche: l’autunno in montagna è sempre meraviglioso!

Sosta al Lisser.
Ecco i dispersi.

Siamo agli ultimi chilometri della cavalcata; velocemente si sale sul monte Lisser, ammirando a volo d’uccello il Canale del Brenta ed il massiccio del Grappa al di là della valle. Poi via veloci fra le malghe di Marcesina e su su verso l’Ortigara fino al Piazzale Lozze, massima quota del giro; la lunga discesa della Valle di Campomulo è Il sigillo finale alla cavalcata.

Ago in Marcesina.
Di nuovo insieme (foto Michele) .

Al piazzale hanno già smontato tutto, stanno caricando le ultime cose sul camion, la gran parte dei partecipanti è già partita per casa; siamo ultimi fra gli ultimi, ma almeno non subisco l’onta di arrivare addirittura dopo la scopa, come era accaduto alla Cavalcata dei forti del 2012: Infatti Walter è dietro di noi ed arriva pochi minuti dopo con una entrata trionfale, rotolando a terra scendendo dalla moto, non si capisce se intenzionalmente per farci ridere o proprio perché è inciampato!

The end (foto Michele).

Facciamo in tempo a salutare Isacco e Lele, Paolo, fidanzate varie, gli Arditi del Piave e gli altri ragazzi che hanno dato una mano.

La prima edizione della Alto & Piano è finita; che altro si può dire se non: Buona la prima!

Ciao

Alves